Glbt Film Festival
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Glbt Film Festival
Cose dell’altro cinema
con il Glbt Film Festival
La ventitreesima edizione della rassegna di pellicole gay, lesbo, bisex e trans dal 17 al 25 porta all’Ambrosio e all’Ideal storie e protagonisti di tutto il mondo
Nove giorni per continuare la ricerca di «un cinema che esplora e costruisce l’immaginario queer». S’inaugura la sera di giovedì 17 aprile all’Ideal «Da Sodoma a Hollywood - Torino International Glbt Film Festival», manifestazione approdata al ventitreesimo anno di vita che si è ritagliata progressivamente un ruolo di rilievo a livello internazionale. In Italia, il Festival continua ad ottenere un notevole successo di pubblico, con spettatori provenienti da varie regioni, e vanta il merito di aver fatto conoscere le prime opere di registi di richiamo internazionale come François Ozon, Gus Van Sant, Derek Jarman, Todd Haynes e, recentemente, l’Eytan Fox di «Camminando sull’acqua».
Tre, come di consueto, i concorsi: Lungometraggi, Corti e Documentari. Il Panorama comprende tre sezioni non competitive (lunghi, corti e doc) con la più recente e interessante produzione in pellicola e in video. La Retrospettiva riguarda il Giappone e ripercorre la storia del cinema nipponico dagli Anni 60 ai giorni nostri, dalla libertà artistica e di costumi della cosiddetta «nouvelle vague» giapponese alle «Anime». Per quanto attiene agli Omaggi, a vent’anni dalla morte viene ricordata Divine, icona per eccellenza, attraverso l’immagine-regalo di Francesco Vezzoli e la proiezione di un film di Paul Bartel, «Lust in the Dust».
Il Festival ritrae Sebastien Lifshitz, personaggio fra i più interessanti del cinema contemporaneo francese che descrive nei suoi lavori giovani in fuga al centro di road movie esistenziali. «Stanley Kwan: identità e desiderio » traccia un percorso unico nella cinematografia di Hong Kong nei due decenni a cavallo dell’annessione alla Cina Popolare, mentre Joe Oppedisano è uno dei nomi più interessanti del fashion world statunitense così come il versatile Parker Williams. Uno dei personaggi del Cinema gay di quest’anno è Alaska, «la Regina del Glam» considerata l’enfant prodige della Movida madrilena.
La sezione «Europa non amour» riguarda il Portogallo, mentre in «Classici & Moderni» il direttore Giovanni Minerba ha scelto nove film «poco o quasi mai visti». Il cinema sperimentale di «Voice Over» analizza Terence Koh, Guy Maddin, Vincent Dieutre, Patrick Carpentier, Peter de Rome, i programmi «Die Young Stay Pretty » e «Lovett/Codagnone: A Personal Shout». Completano il cartellone del Festival «Compagne di scuola», il premio speciale a Andrea Sperling e «Jodie Foster: un’icona».
Mercoledì 16 serata di preapertura dalle 21 all’Ambrosio Uno con la proiezione musicata dal vivo di «The Angelic Conversation», giovedì 17 inaugurazione dalle 21,30 all’Ideal con spettacolo musicale prima del film spagnolo «Chuechatown » di Juan Flahn, thrillerparodia ambientato nel quartiere di Madrid a prevalenza gay Chueca.
con il Glbt Film Festival
La ventitreesima edizione della rassegna di pellicole gay, lesbo, bisex e trans dal 17 al 25 porta all’Ambrosio e all’Ideal storie e protagonisti di tutto il mondo
Nove giorni per continuare la ricerca di «un cinema che esplora e costruisce l’immaginario queer». S’inaugura la sera di giovedì 17 aprile all’Ideal «Da Sodoma a Hollywood - Torino International Glbt Film Festival», manifestazione approdata al ventitreesimo anno di vita che si è ritagliata progressivamente un ruolo di rilievo a livello internazionale. In Italia, il Festival continua ad ottenere un notevole successo di pubblico, con spettatori provenienti da varie regioni, e vanta il merito di aver fatto conoscere le prime opere di registi di richiamo internazionale come François Ozon, Gus Van Sant, Derek Jarman, Todd Haynes e, recentemente, l’Eytan Fox di «Camminando sull’acqua».
Tre, come di consueto, i concorsi: Lungometraggi, Corti e Documentari. Il Panorama comprende tre sezioni non competitive (lunghi, corti e doc) con la più recente e interessante produzione in pellicola e in video. La Retrospettiva riguarda il Giappone e ripercorre la storia del cinema nipponico dagli Anni 60 ai giorni nostri, dalla libertà artistica e di costumi della cosiddetta «nouvelle vague» giapponese alle «Anime». Per quanto attiene agli Omaggi, a vent’anni dalla morte viene ricordata Divine, icona per eccellenza, attraverso l’immagine-regalo di Francesco Vezzoli e la proiezione di un film di Paul Bartel, «Lust in the Dust».
Il Festival ritrae Sebastien Lifshitz, personaggio fra i più interessanti del cinema contemporaneo francese che descrive nei suoi lavori giovani in fuga al centro di road movie esistenziali. «Stanley Kwan: identità e desiderio » traccia un percorso unico nella cinematografia di Hong Kong nei due decenni a cavallo dell’annessione alla Cina Popolare, mentre Joe Oppedisano è uno dei nomi più interessanti del fashion world statunitense così come il versatile Parker Williams. Uno dei personaggi del Cinema gay di quest’anno è Alaska, «la Regina del Glam» considerata l’enfant prodige della Movida madrilena.
La sezione «Europa non amour» riguarda il Portogallo, mentre in «Classici & Moderni» il direttore Giovanni Minerba ha scelto nove film «poco o quasi mai visti». Il cinema sperimentale di «Voice Over» analizza Terence Koh, Guy Maddin, Vincent Dieutre, Patrick Carpentier, Peter de Rome, i programmi «Die Young Stay Pretty » e «Lovett/Codagnone: A Personal Shout». Completano il cartellone del Festival «Compagne di scuola», il premio speciale a Andrea Sperling e «Jodie Foster: un’icona».
Mercoledì 16 serata di preapertura dalle 21 all’Ambrosio Uno con la proiezione musicata dal vivo di «The Angelic Conversation», giovedì 17 inaugurazione dalle 21,30 all’Ideal con spettacolo musicale prima del film spagnolo «Chuechatown » di Juan Flahn, thrillerparodia ambientato nel quartiere di Madrid a prevalenza gay Chueca.

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