Legge 194: rimessa in discussione
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Legge 194: rimessa in discussione
premessa: la Legge 194 del 1978 tutela l'interruzione volontaria della gravidanza
lo scritto di Usciamo dal Silenzio si riferisce al recente dibattito pubblico e alle pressioni da parte della Chiesa Cattolica che vorrebbe rivedere e modificare questo decreto.
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194: NUOVO ANNO, NUOVO ATTACCO
Due anni fa, vigilia del 14 gennaio che ci portò in piazza in 200 mila, scrivevamo di essere di fronte a "un evidente e insidioso attacco alla 194, una legge che funziona, autorizzando
l'aborto senza favorirlo, proteggendo la salute delle donne e diminuendo drasticamente il numero delle interruzioni di gravidanza".
Dicevamo che "chiunque si arroghi il diritto di imporre una gravidanza non desiderata in termini di divieti, aiuti e controlli, considera le donne una categoria sociale a potestà limitata", che "difendere la 194 significa guardare più lontano, alla libertà di donne e uomini di decidere di se', delle proprie vite e di quelle a venire", e che ciò che garantisce questa libertà è la laicità dello stato.
Due anni dopo, oggi, siamo di nuovo a riparlare di un attacco alla 194 e a doverla difendere. Ma se ciò è necessario, pensiamo anche che il governo di centrosinistra non ha posto argine al ripetersi di quell'offensiva, affermando e praticando con forza la laicità della
politica.
Che cosa ne pensate? La nostra discussione è aperta, sul sito che vi invitiamo a consultare e che è continuamente aggiornato, ne trovate ampio riscontro.
Su queste questioni è prevista una riunione di Usciamo dal Silenzio giovedì 10 gennaio 2008 alle 21 in Camera del Lavoro di Milano.
Associazione Usciamo dal Silenzio
http://www.usciamodalsilenzio.org/
lo scritto di Usciamo dal Silenzio si riferisce al recente dibattito pubblico e alle pressioni da parte della Chiesa Cattolica che vorrebbe rivedere e modificare questo decreto.
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194: NUOVO ANNO, NUOVO ATTACCO
Due anni fa, vigilia del 14 gennaio che ci portò in piazza in 200 mila, scrivevamo di essere di fronte a "un evidente e insidioso attacco alla 194, una legge che funziona, autorizzando
l'aborto senza favorirlo, proteggendo la salute delle donne e diminuendo drasticamente il numero delle interruzioni di gravidanza".
Dicevamo che "chiunque si arroghi il diritto di imporre una gravidanza non desiderata in termini di divieti, aiuti e controlli, considera le donne una categoria sociale a potestà limitata", che "difendere la 194 significa guardare più lontano, alla libertà di donne e uomini di decidere di se', delle proprie vite e di quelle a venire", e che ciò che garantisce questa libertà è la laicità dello stato.
Due anni dopo, oggi, siamo di nuovo a riparlare di un attacco alla 194 e a doverla difendere. Ma se ciò è necessario, pensiamo anche che il governo di centrosinistra non ha posto argine al ripetersi di quell'offensiva, affermando e praticando con forza la laicità della
politica.
Che cosa ne pensate? La nostra discussione è aperta, sul sito che vi invitiamo a consultare e che è continuamente aggiornato, ne trovate ampio riscontro.
Su queste questioni è prevista una riunione di Usciamo dal Silenzio giovedì 10 gennaio 2008 alle 21 in Camera del Lavoro di Milano.
Associazione Usciamo dal Silenzio
http://www.usciamodalsilenzio.org/
Re: Legge 194: rimessa in discussione
MORATORIA SULL’ABORTO: UNA CROCIATA CONTRO LE DONNE
Una crociata contro la libertà delle donne: questo è la cosiddetta “moratoria dell’aborto”, particolarmente odiosa perché stabilisce un paragone indecente con la grande conquista rappresentata dalla moratoria sulla pena di morte, ponendo sullo stesso piano donne che responsabilmente decidono della propria vita e di quelle a venire, con Stati che si arrogano il diritto di uccidere un essere umano.
L’obiettivo immediato di questa crociata è minare la legittimità della 194, una legge che funziona, che ha protetto la salute delle donne diminuendo il numero delle interruzioni di gravidanza, e che semmai sconta la non piena applicazione della parte sulla prevenzione e il ruolo dei consultori. Ma non solo: questa crociata punta ad una società nella quale i dettami religiosi condizionino la vita quotidiana di ognuno, le scelte individuali sul piano affettivo, relazionale, sessuale.
Due anni fa 200 mila donne scendevano in piazza a Milano, e ancora il 24 novembre del 2007 a Roma, per affermare che la libertà delle donne è misura di libertà e di democrazia per l’intera società: oggi lo ribadiamo con forza, convinte che toccare la 194 significhi arretrare sul terreno della laicità.
Pensiamo che Il governo di centrosinistra non abbia posto un argine sufficiente a questa offensiva, dimostrando subalternità e timidezza, mentre sulla scena della politica” si fa a gara a dimostrarsi “più eticamente sensibili” su temi come aborto, fecondazione medicalmente assistita, testamento biologico e unioni civili, a scapito dei diritti e delle libertà che fanno la trama della vita quotidiana di donne, uomini e bambini.
La Lombardia, guidata dalla giunta di centrodestra di Formigoni, che ha annunciato proprie linee di intervento che limitano i tempi dell’aborto terapeutico, ci appare come un laboratorio in cui si vanno anticipando queste tendenze.
Usciamo dal silenzio sollecita serie politiche di prevenzione, di promozione e diffusione della contraccezione nelle scuole, lo stanziamento di risorse per il potenziamento dei consultori pubblici, oltre alla garanzia della presenza di mediatrici linguistiche in tutte le strutture socio sanitarie pubbliche, l’applicazione della legge 194 in tutte le sue parti, a partire dalla ricerca di soluzioni adeguate e rapide per superare il grave ostacolo costituito dall’alta presenza di medici obiettori di coscienza negli ospedali lombardi.
La scommessa che si va giocando nasconde un disegno di società che, in nome di un astratto diritto di nascita, oscura le biografie, i desideri, le difficoltà e le libertà di ciascuna. Per questi motivi Usciamo dal silenzio si impegna a costruire con tutte e tutti coloro che questa impostazione condividono, iniziativa politica e dibattito sui temi della 194, della della laicità e della libertà femminile.
Milano 10 gennaio 2008
http://www.usciamodalsilenzio.org/
L’obiettivo immediato di questa crociata è minare la legittimità della 194, una legge che funziona, che ha protetto la salute delle donne diminuendo il numero delle interruzioni di gravidanza, e che semmai sconta la non piena applicazione della parte sulla prevenzione e il ruolo dei consultori. Ma non solo: questa crociata punta ad una società nella quale i dettami religiosi condizionino la vita quotidiana di ognuno, le scelte individuali sul piano affettivo, relazionale, sessuale.
Due anni fa 200 mila donne scendevano in piazza a Milano, e ancora il 24 novembre del 2007 a Roma, per affermare che la libertà delle donne è misura di libertà e di democrazia per l’intera società: oggi lo ribadiamo con forza, convinte che toccare la 194 significhi arretrare sul terreno della laicità.
Pensiamo che Il governo di centrosinistra non abbia posto un argine sufficiente a questa offensiva, dimostrando subalternità e timidezza, mentre sulla scena della politica” si fa a gara a dimostrarsi “più eticamente sensibili” su temi come aborto, fecondazione medicalmente assistita, testamento biologico e unioni civili, a scapito dei diritti e delle libertà che fanno la trama della vita quotidiana di donne, uomini e bambini.
La Lombardia, guidata dalla giunta di centrodestra di Formigoni, che ha annunciato proprie linee di intervento che limitano i tempi dell’aborto terapeutico, ci appare come un laboratorio in cui si vanno anticipando queste tendenze.
Usciamo dal silenzio sollecita serie politiche di prevenzione, di promozione e diffusione della contraccezione nelle scuole, lo stanziamento di risorse per il potenziamento dei consultori pubblici, oltre alla garanzia della presenza di mediatrici linguistiche in tutte le strutture socio sanitarie pubbliche, l’applicazione della legge 194 in tutte le sue parti, a partire dalla ricerca di soluzioni adeguate e rapide per superare il grave ostacolo costituito dall’alta presenza di medici obiettori di coscienza negli ospedali lombardi.
La scommessa che si va giocando nasconde un disegno di società che, in nome di un astratto diritto di nascita, oscura le biografie, i desideri, le difficoltà e le libertà di ciascuna. Per questi motivi Usciamo dal silenzio si impegna a costruire con tutte e tutti coloro che questa impostazione condividono, iniziativa politica e dibattito sui temi della 194, della della laicità e della libertà femminile.
Milano 10 gennaio 2008
http://www.usciamodalsilenzio.org/
Ultima modifica di il Mar 15 Gen 2008 - 12:50, modificato 1 volta
Re: Legge 194: rimessa in discussione
.ancora......la storia infinita......
lasciate le scelte alle donne

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Re: Legge 194: rimessa in discussione
Ripeto, stiamo tornando indietro a grandi passi.
Urge ribellarsi.
Urge ribellarsi.
Re: Legge 194: rimessa in discussione
a proposito di 194...ecco un articolo dal sito di repubblica:
"Un'irruzione "immotivata", quella degli agenti del Commissariato Arenella, entrati ieri senza mandato al Policlinico II di Napoli dopo aver avuto notizia di un feticidio e trovatisi davanti invece un regolare aborto terapeutico, in pieno rispetto della legge 194. Ed una "grave intimidazione", denunciata in un comunicato dall'Udi, Unione delle donne in Italia, che ha stigmatizzato l'episodio che continua a far discutere.
Sull'aborto compiuto ieri nel reparto di ostetricia della struttura universitaria napoletana - che ha causato l'intervento delle forze dell'ordine ed il sequestro della cartella clinica della donna coinvolta - il direttore generale del Policlinico Giovanni Canfora ha avviato un'indagine interna.
Nella relazione del primario, Carmine Nappi, si legge che "il feto presentava un'alterazione cromosomica. Se la gravidanza fosse stata portata a termine ci sarebbe stato il 40% di possibilità di un deficit mentale. La donna ha presentato un certificato psichiatrico della stessa struttura universitaria sul rischio di 'grave danno alla salute psichica', che ha autorizzato l'intervento". Una misura terapeutica, quindi, nel pieno rispetto della legge 194, effettuata alla ventunesima settimana di gravidanza.
La donna che ha praticato l'aborto, espellendo per altro un feto morto, ha 39 anni ed è stata dimessa questa mattina. Oltre la cartella clinica della paziente, anche il feto - del peso di 460 grammi - è stato sequestrato dalla polizia, su disposizione del pm.
"Si è trattato di un aborto terapeutico. Una decisione difficile, sofferta", racconta oggi la donna, S. S., ascoltata ieri dalla polizia subito dopo l'interruzione volontaria di gravidanza. E ripete oggi quanto spiegato agli agenti, intervenuti nel reparto in seguito a una denuncia che informava la polizia di un aborto oltre i limiti di tempo previsti dalla legge.
e come se non bastasse Ferrara si presenterà alle prossime elezioni con un movimento antiabortista...che da alcuni sondaggi (non veritieri, spero) è dato al 4%!!!!!
dobbiamo essere unite ora più che mai...i consultori dove ci sono funzionano, i numeri di aborti sono calati e calano ogni anno...
bisogna continuare a educare le donne e gli uomini a una sessualità consapevole...basata sul rispetto di sè prima di tutto...
ma l'aborto deve continuare a esistere...a essere un diritto...chi non intende usufruirne per proprie idee o valori libero di non farlo...
ma la libertà di scegliere, nel rispetto della legge, deve continuare a esistere e deve essere difeso!!!!
"Un'irruzione "immotivata", quella degli agenti del Commissariato Arenella, entrati ieri senza mandato al Policlinico II di Napoli dopo aver avuto notizia di un feticidio e trovatisi davanti invece un regolare aborto terapeutico, in pieno rispetto della legge 194. Ed una "grave intimidazione", denunciata in un comunicato dall'Udi, Unione delle donne in Italia, che ha stigmatizzato l'episodio che continua a far discutere.
Sull'aborto compiuto ieri nel reparto di ostetricia della struttura universitaria napoletana - che ha causato l'intervento delle forze dell'ordine ed il sequestro della cartella clinica della donna coinvolta - il direttore generale del Policlinico Giovanni Canfora ha avviato un'indagine interna.
Nella relazione del primario, Carmine Nappi, si legge che "il feto presentava un'alterazione cromosomica. Se la gravidanza fosse stata portata a termine ci sarebbe stato il 40% di possibilità di un deficit mentale. La donna ha presentato un certificato psichiatrico della stessa struttura universitaria sul rischio di 'grave danno alla salute psichica', che ha autorizzato l'intervento". Una misura terapeutica, quindi, nel pieno rispetto della legge 194, effettuata alla ventunesima settimana di gravidanza.
La donna che ha praticato l'aborto, espellendo per altro un feto morto, ha 39 anni ed è stata dimessa questa mattina. Oltre la cartella clinica della paziente, anche il feto - del peso di 460 grammi - è stato sequestrato dalla polizia, su disposizione del pm.
"Si è trattato di un aborto terapeutico. Una decisione difficile, sofferta", racconta oggi la donna, S. S., ascoltata ieri dalla polizia subito dopo l'interruzione volontaria di gravidanza. E ripete oggi quanto spiegato agli agenti, intervenuti nel reparto in seguito a una denuncia che informava la polizia di un aborto oltre i limiti di tempo previsti dalla legge.
e come se non bastasse Ferrara si presenterà alle prossime elezioni con un movimento antiabortista...che da alcuni sondaggi (non veritieri, spero) è dato al 4%!!!!!
dobbiamo essere unite ora più che mai...i consultori dove ci sono funzionano, i numeri di aborti sono calati e calano ogni anno...
bisogna continuare a educare le donne e gli uomini a una sessualità consapevole...basata sul rispetto di sè prima di tutto...
ma l'aborto deve continuare a esistere...a essere un diritto...chi non intende usufruirne per proprie idee o valori libero di non farlo...
ma la libertà di scegliere, nel rispetto della legge, deve continuare a esistere e deve essere difeso!!!!
Re: Legge 194: rimessa in discussione
Quello che a me fa rabbia è che cose che sono considerate normali e giuste, logiche e civili in quasi ogni Paese (a parte forse i paesi integralisti islamici) in Italia siano considerate ignobili, pericolose, immorali, inaccettabili, ecc...
Siamo uno dei soli 3 Paesi in Europa a non avere un riconoscimento delle unioni di fatto. Adesso anche istituzioni di civiltà e tutela delle donne, come l'aborto e il divorzio, vengono rimessi in discussione.
Quando la finiremo di far decidere il Papa e i preti per noi? Che tra l'altro sono gli l'unici a non avere, per loro libera scelta, nè moglie, nè figli, nè tantomeno una famiglia! E vogliono insegnare a noi come si fa ad averne una!
Siamo uno dei soli 3 Paesi in Europa a non avere un riconoscimento delle unioni di fatto. Adesso anche istituzioni di civiltà e tutela delle donne, come l'aborto e il divorzio, vengono rimessi in discussione.
Quando la finiremo di far decidere il Papa e i preti per noi? Che tra l'altro sono gli l'unici a non avere, per loro libera scelta, nè moglie, nè figli, nè tantomeno una famiglia! E vogliono insegnare a noi come si fa ad averne una!
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