CAVOLI a Merenda
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Re: CAVOLI a Merenda
... siiiiiiiiiiiiiiiii la quarta puntata .... 

Jall- Giovane Donna




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Re: CAVOLI a Merenda
blue ha scritto:la quarta puntata
Spiacente, ho altro da fare. Guardati Mazinga.


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Re: CAVOLI a Merenda
Jall ha scritto:... siiiiiiiiiiiiiiiii la quarta puntata ....
Attaccati al tram, così batti tutti i record.

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Re: CAVOLI a Merenda
stai perdendo colpi rospo.... 

Leone&Golia 8- Stella del firmamento!




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Re: CAVOLI a Merenda
ale ha scritto:Buonanotte ........e che non sia una notte ..del cavolo.
è sempre una notte del cavolo. E sotto il cavolo, c' è vita !

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Re: CAVOLI a Merenda
La piccola Sfranellaovaie
favola per bambini
Quarta Puntata
.... Quando Pino giunse al buco, La piccola Sfranellaovaie masticava lombrichi crudi già da un'ora. Cucinare non era mai stato il suo forte. Il suo frigo era sempre vuoto perché odiava fare la spesa, e poi non avrebbe saputo dove rifornirsi, e di che.
" Cara Padroncina..." esordì il selvaggio, ma lei subito lo bloccò: "Padroncina a chi? Non guido mica un TIR".
"Ma che carattere di merda" pensò Pino, e tuttavia comprese lo stato d'animo della Piccola e le comunicò la notizia. Lei ascoltò attentamente, e poi lo interruppe solo per una domanda che le stava a cuore.
"Almeno è tettona?"
Il selvaggio Venuto dal Fantastico Mondo delle Fiabe non comprese, giacché essendo gay dalla nascita non aveva mai visto una donna nuda. La piccola comunque si dichiarò soddisfatta dell'esito della missione, e come ricompensa diede al selvaggio un pezzo di Carlo il Cane del Vicino, che aveva affettato con la motosega - sempre del vicino - nel pomeriggio per ingannare l' attesa.
"Preferisco la coscia" - disse Pino.
"Ah la coscia la conosci, le tette non sai che cosa siano", reagì la Piccola.
"Tutti abbiamo le cosce, ma non tutti abbiamo le tette", ribattè Pino.
Era una verità inconfutabile, che la Piccina accettò, stupita per l' inatteso guizzo di saggezza dello zulù.
Poi rimasero insieme a sgranocchiare il cane ascoltando il soave frinire delle cicale. "Lo sai che in Cina mangiano anche i gatti?" - disse la bambina d'un tratto. "Che cosa sono i gatti?" - le rispose Pino.
"Sti cazzi" pensò la bambina.
"Non importa", concluse.
La Piccola Sfranellaovaie si rese presto conto che il dialogo tra loro non offriva molti spunti interessanti. Ma il suo pensiero era ormai concentrato sulla Donna che sarebbe giunta alfine ad allietare le sue giornate nel buco. Pino le aveva assicurato che era una Grandissima Gnocca e che si sarebbe spogliata per lei tutte le sere.
" Con lei potrò finalmente chiacchierare", pensò. Perché in realtà, pur essendo particolarmente arrapata, la sua libidine traeva linfa vitale da impulsi cerebrali di altissima caratura. Nessuno, a prima vista, l'avrebbe mai definita un'intellettuale, ma bastava che qualcuno le raccontasse qualcosa per risvegliare in lei un'insaziabile curiosità.
Per la Bambina la cultura, come l'amore, come Pippo Baudo negli anni Ottanta e Novanta, era ovunque.
"L'amore è ovunque" - ripeteva sovente la bambina al Selvaggio.
"Sì, ma stasera dove lo danno?" - le rispondeva Pino, costretto a una castità interrotta solo da sporadici episodi di autoerotismo, agevolato dalle visioni di due ricci che ci davano dentro dalla mattina alla sera in un anfratto proprio nei paraggi del buco. Pino avrebbe preferito mille volte vedere un vero film porno, come quelli che aveva già ammirato nel Fantastico Mondo delle Fiabe, tipo Penerentola: storia di un nano metà pene e metà pentola, posseduto da un mestolo in calore ma tormentato dall'attrazione per un forchettone. Nel cast, fra gli altri, Rocco Siffredi e Antonella Clerici (nel ruolo di comparsa, come scodella).
Ma il momento glorioso di Pino doveva ancora arrivare.
Più fortunata invece era la bambina, che nel mezzo della sua infanzia tormentata, alla tenera età di cinque anni, stava per fare l'esperienza più sconvolgente della sua vita. L'incontro con Natascia la Bagascia, detta anche: "Chi ci va si sfascia".
La piccina se la immaginava come un sogno. "Sarà una donna magica e interessante, giovane come me e piena di vita, o mi capiterà - ahimè - una cozza? Poco male: in tal caso la farò squartare da Pino. In fondo, lo pago per questo".
"Mi paghi una ciolla" - osservava Pino in questi casi. "Sono qui da due mesi e non ho ancora visto una fava di stipendio".
" Che cosa sono le fave?" - gli rispondeva la bambina, che essendo gay non aveva mai visto un uomo nudo.
I ricci avevano smesso di trombare e ascoltavano la conversazione.
"A questi due farebbe bene un po' di..."
"Andate via! Schifosi ! " strillò la Piccina, e scagliò con violenza nella loro direzione la sua canna ancora accesa.
Chi di aculeo ferisce, a f a n c u lo finisce!
FINE QUARTA PUNTATA
favola per bambini
Quarta Puntata
.... Quando Pino giunse al buco, La piccola Sfranellaovaie masticava lombrichi crudi già da un'ora. Cucinare non era mai stato il suo forte. Il suo frigo era sempre vuoto perché odiava fare la spesa, e poi non avrebbe saputo dove rifornirsi, e di che.
" Cara Padroncina..." esordì il selvaggio, ma lei subito lo bloccò: "Padroncina a chi? Non guido mica un TIR".
"Ma che carattere di merda" pensò Pino, e tuttavia comprese lo stato d'animo della Piccola e le comunicò la notizia. Lei ascoltò attentamente, e poi lo interruppe solo per una domanda che le stava a cuore.
"Almeno è tettona?"
Il selvaggio Venuto dal Fantastico Mondo delle Fiabe non comprese, giacché essendo gay dalla nascita non aveva mai visto una donna nuda. La piccola comunque si dichiarò soddisfatta dell'esito della missione, e come ricompensa diede al selvaggio un pezzo di Carlo il Cane del Vicino, che aveva affettato con la motosega - sempre del vicino - nel pomeriggio per ingannare l' attesa.
"Preferisco la coscia" - disse Pino.
"Ah la coscia la conosci, le tette non sai che cosa siano", reagì la Piccola.
"Tutti abbiamo le cosce, ma non tutti abbiamo le tette", ribattè Pino.
Era una verità inconfutabile, che la Piccina accettò, stupita per l' inatteso guizzo di saggezza dello zulù.
Poi rimasero insieme a sgranocchiare il cane ascoltando il soave frinire delle cicale. "Lo sai che in Cina mangiano anche i gatti?" - disse la bambina d'un tratto. "Che cosa sono i gatti?" - le rispose Pino.
"Sti cazzi" pensò la bambina.
"Non importa", concluse.
La Piccola Sfranellaovaie si rese presto conto che il dialogo tra loro non offriva molti spunti interessanti. Ma il suo pensiero era ormai concentrato sulla Donna che sarebbe giunta alfine ad allietare le sue giornate nel buco. Pino le aveva assicurato che era una Grandissima Gnocca e che si sarebbe spogliata per lei tutte le sere.
" Con lei potrò finalmente chiacchierare", pensò. Perché in realtà, pur essendo particolarmente arrapata, la sua libidine traeva linfa vitale da impulsi cerebrali di altissima caratura. Nessuno, a prima vista, l'avrebbe mai definita un'intellettuale, ma bastava che qualcuno le raccontasse qualcosa per risvegliare in lei un'insaziabile curiosità.
Per la Bambina la cultura, come l'amore, come Pippo Baudo negli anni Ottanta e Novanta, era ovunque.
"L'amore è ovunque" - ripeteva sovente la bambina al Selvaggio.
"Sì, ma stasera dove lo danno?" - le rispondeva Pino, costretto a una castità interrotta solo da sporadici episodi di autoerotismo, agevolato dalle visioni di due ricci che ci davano dentro dalla mattina alla sera in un anfratto proprio nei paraggi del buco. Pino avrebbe preferito mille volte vedere un vero film porno, come quelli che aveva già ammirato nel Fantastico Mondo delle Fiabe, tipo Penerentola: storia di un nano metà pene e metà pentola, posseduto da un mestolo in calore ma tormentato dall'attrazione per un forchettone. Nel cast, fra gli altri, Rocco Siffredi e Antonella Clerici (nel ruolo di comparsa, come scodella).
Ma il momento glorioso di Pino doveva ancora arrivare.
Più fortunata invece era la bambina, che nel mezzo della sua infanzia tormentata, alla tenera età di cinque anni, stava per fare l'esperienza più sconvolgente della sua vita. L'incontro con Natascia la Bagascia, detta anche: "Chi ci va si sfascia".
La piccina se la immaginava come un sogno. "Sarà una donna magica e interessante, giovane come me e piena di vita, o mi capiterà - ahimè - una cozza? Poco male: in tal caso la farò squartare da Pino. In fondo, lo pago per questo".
"Mi paghi una ciolla" - osservava Pino in questi casi. "Sono qui da due mesi e non ho ancora visto una fava di stipendio".
" Che cosa sono le fave?" - gli rispondeva la bambina, che essendo gay non aveva mai visto un uomo nudo.
I ricci avevano smesso di trombare e ascoltavano la conversazione.
"A questi due farebbe bene un po' di..."
"Andate via! Schifosi ! " strillò la Piccina, e scagliò con violenza nella loro direzione la sua canna ancora accesa.
Chi di aculeo ferisce, a f a n c u lo finisce!
FINE QUARTA PUNTATA

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