Festival del Cinema Gay/Lesbico Milano
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Re: Festival del Cinema Gay/Lesbico Milano
http://www.cinemagaylesbico.it/2008/index.php
staseraci sono!!!e premiano la cinziaaaaaaaa! (leone neh!)
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magnolia- Neonata




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Re: Festival del Cinema Gay/Lesbico Milano
| Risolto il dilemma!
invece fino al 22 giugno |
| DOVE -> Teatro Strehler |
| QUANDO -> 19:30 - Domenica 08 Giugno 2008 22:00 - Lunedì 09 Giugno 2008 19:30 - Martedì 10 Giugno 2008 22:00 - Venerdì 13 Giugno 2008 22:00 - Sabato 14 Giugno 2008 19:30 - Domenica 15 Giugno 2008 19:30 - Martedì 17 Giugno 2008 19:30 - Mercoledì 18 Giugno 2008 19:30 - Giovedì 19 Giugno 2008 22:00 - Venerdì 20 Giugno 2008 22:00 - Sabato 21 Giugno 2008 16:00 - Domenica 22 Giugno 2008 |
Chiove
Da un testo rivelazione di un giovane catalano, Pau Mirò, ecco la versione in napoletano di un tringolo amoroso, che tra una giovane prostituta, il fidanzatopappone e un cliente molto speciale...
Sullo sfondo dei Quartieri Spagnoli, una storia d\'amore, miseria, tenerezza e speranza di un futuro migliore, che non si risolva solo nella cultura dei fast food.
per saperne di più
na cosa non proprio allegra inzzomma... però m'ispira!
Amore... sfiorami e non capirò... prendimi ... e mi avrai!
- un'Anima Pazza Illusa -
Ma alla fin fine....Chi si somiglia... si piglia!

angietode- Stella del firmamento!




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Re: Festival del Cinema Gay/Lesbico Milano
ieri sera, imbottita di medicinali, ho visto
il primo, Après lui, film francese con protagonista la Catherine Deneuve...
mio commento:
ma perchè l'hanno inserito in questo Festival???
sembrava che dovesse esserci una storia legata al figlio gay...
ma del fatto che lo fosse non c'è nemmeno una scena...
si suppone sia stato gay... ma tutto il film è incentrato sulla madre
(la Deneuve appunto) e sul suo modo di affrontare il lutto del figlio.
bah... forse piaceva tanto agli organizzatori gay che della Deneuve stravedono...
il secondo film (sempre in seconda serata... giusto per dare alle donne l'ooportunità di star fuori sino a tardi...)
era Les filles du botaniste, film Franco/Canadese ambientato nella Cina rurale degli anni '90...
mio commento:
storia delicata e drammatica tra due ragazze che si amano nonostante un padre despota e un fratello tonto/militar/violento...
girato in Cambogia (poichè in Cina avevano minacciato di boicottare il fim) con attrici e attori cinesi...
poetico, struggente e sensuale...
a tratti commuovente...
stasera c'è un'altro film lesbico giapponese molto interessante alle ore 19!
Love my Life, di Koji Kawano
è la trasposizione cinematografica del manga di Ebine Yamaji, una delle più raffinate narratrici del nuovo fumetto giapponese
se il mio fisico resiste faccio un salto...
il primo, Après lui, film francese con protagonista la Catherine Deneuve...
mio commento:
ma perchè l'hanno inserito in questo Festival???
sembrava che dovesse esserci una storia legata al figlio gay...
ma del fatto che lo fosse non c'è nemmeno una scena...
si suppone sia stato gay... ma tutto il film è incentrato sulla madre
(la Deneuve appunto) e sul suo modo di affrontare il lutto del figlio.
bah... forse piaceva tanto agli organizzatori gay che della Deneuve stravedono...
il secondo film (sempre in seconda serata... giusto per dare alle donne l'ooportunità di star fuori sino a tardi...)
era Les filles du botaniste, film Franco/Canadese ambientato nella Cina rurale degli anni '90...
mio commento:
storia delicata e drammatica tra due ragazze che si amano nonostante un padre despota e un fratello tonto/militar/violento...
girato in Cambogia (poichè in Cina avevano minacciato di boicottare il fim) con attrici e attori cinesi...
poetico, struggente e sensuale...
a tratti commuovente...
stasera c'è un'altro film lesbico giapponese molto interessante alle ore 19!
Love my Life, di Koji Kawano
è la trasposizione cinematografica del manga di Ebine Yamaji, una delle più raffinate narratrici del nuovo fumetto giapponese
se il mio fisico resiste faccio un salto...
Re: Festival del Cinema Gay/Lesbico Milano
allora... il film di ieri
Love my Life, di Koji Kawano
beh... era veramente la trasposizione di un fumetto!!
le due ragazze protagoniste avevano meno di 25 anni ma si comportavano come delle adolescenti...
coming out verso il padre di una delle due il quale a sua volta è gay...
i temi sono importanti ma vengono trattati con la leggerezza di un 15enne giapponese che legge fumetti...
anche il sesso è "pudico" proprio come la loro cultura impone...
non per nulla in giappone per sopperire alle scene di sesso esplicito nei film (vietate) si sfornano fumetti ai limiti del porno poichè se è disegnato, è consentito...
come sottofondo musicale un rock da teenagers che scopiazza quello americano alla Avril Lavigne...
tutto intervallato da numerosi "arigatò" (grazie) con inchini a profusione e "haì" (ecco) ogni volta che fanno qualcosa...
una tensione evidente a voler rendere il film internazionale ma rimanendo comunque legati alla cultura giapponese ancora poco conosciuta da noi...
insomma siamo uscite dal cinema sorridendo...
un po' per il film stesso (uno dei pochi positi del festival) e un po' perchè era impossibile non prendere in giro scene e personaggi che sembravano cartoni animati...
"arigatò, haì, suumo..."
il padre della protagonista aveva sempre delle melanzane in mano e voleva cucinarle in tutti modi!!!
sarà mica una presa per i fondelli di un personaggio???!!
Love my Life, di Koji Kawano
beh... era veramente la trasposizione di un fumetto!!
le due ragazze protagoniste avevano meno di 25 anni ma si comportavano come delle adolescenti...
coming out verso il padre di una delle due il quale a sua volta è gay...
i temi sono importanti ma vengono trattati con la leggerezza di un 15enne giapponese che legge fumetti...
anche il sesso è "pudico" proprio come la loro cultura impone...
non per nulla in giappone per sopperire alle scene di sesso esplicito nei film (vietate) si sfornano fumetti ai limiti del porno poichè se è disegnato, è consentito...
come sottofondo musicale un rock da teenagers che scopiazza quello americano alla Avril Lavigne...
tutto intervallato da numerosi "arigatò" (grazie) con inchini a profusione e "haì" (ecco) ogni volta che fanno qualcosa...
una tensione evidente a voler rendere il film internazionale ma rimanendo comunque legati alla cultura giapponese ancora poco conosciuta da noi...
insomma siamo uscite dal cinema sorridendo...
un po' per il film stesso (uno dei pochi positi del festival) e un po' perchè era impossibile non prendere in giro scene e personaggi che sembravano cartoni animati...
"arigatò, haì, suumo..."
il padre della protagonista aveva sempre delle melanzane in mano e voleva cucinarle in tutti modi!!!
sarà mica una presa per i fondelli di un personaggio???!!

Re: Festival del Cinema Gay/Lesbico Milano
Qualcuna di voi è andata a vedere lo spettacolo teatrale "Chiove"? e ci può dire com'è? visto che da oggi costa un po' di più vorremmo sapere se ne vale la pena...



pescedaprile- Donna




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Re: Festival del Cinema Gay/Lesbico Milano
da questa recensione che ho trovato sembrerebbe bello...
La recensione di Gianmarco Cesario
È davvero difficile esprimere con parole che non appaiano svuotate di significato quello che suscita la visione di uno spettacolo apparentemente semplice come questo diretto dal regista Francesco Saponaro.
Il linguaggio quotidiano, banale, appiattito dall’ignoranza bieca in cui vivono Lali e Carlo, due dei tre protagonisti della piece, nasconde una storia atroce, destabilizzante, che , proprio grazie alla iperrealistica scelta registica, assecondata in maniera sublime dagli interpreti, rende difficile a chi scrive il compito di restituire al lettore il tumultuoso e spiazzante senso di tragedia che invece si respira nel veder sorridere, cantare, mangiare chees burger e cioccolatini questi miserabili che nemmeno la penna di Victor Hugo avrebbe osato concepire così senza speranza.
Lali, giovane prostituta, Carlo, suo compagno semi analfabeta e smidollato magnaccia, e soprattutto Davide, l’apparente ancora di salvezza della ragazza, che alla fine si rivela sua definitiva e subdola zavorra, vivono nell’incoscienza del loro doloroso vivere, si illudono vicendevolmente di essere, o almeno di sembrare, “normali”.
Ma forse, in questo mondo in cui il cibo, l’amore, il sesso ed anche la cultura, sono prodotti da fast food, loro normali lo sono davvero.
Forse in loro noi vediamo noi stessi, solo in parte deformati.
Forse la loro vita non è così lontana da quella di un qualsiasi borghese benpensante, o di un intellettuale political correct.
Forse il mondo va proprio lì, dove loro sono già arrivati, al capolinea della dignità.
Forse per questo le parole non escono.
Forse hanno paura di uscire.
Tutto ciò è “Chiove” che Enrico Ianniello, autore anche di questa bellissima traduzione in napoletano del testo “PLOU A BARCELONA” del giovanissimo autore spagnolo Pau Mirò, interpreta nel ruolo di Davide.
Con lui in scena Giovanni Ludeno, che nel ruolo del pappone Carlo offre un ulteriore saggio della sua innegabile bravura, pur apparendo forse il più artefatto tra i tre interpreti, tra i quali spicca una eccellente Chiara Baffi, in un ruolo che, nella sua carriera ancora in piena crescita, le offre la grande occasione di dimostrare il suo eccezionale talento.
Con Lali la Baffi riesce a commuovere senza l’utilizzo di scene madri, a divertire senza battute comiche, ad essere vera come solo la grande Anna Magnani avrebbe saputo esserlo.
Un grande spettacolo è “Chiove”, in cui la regia riesce a mettere da parte virtuosismi fini a se stessi per focalizzare l’attenzione sugli attori, con la loro recitazione naturalistica e postmoderna, che non concede sconti alla poesia, nemmeno quella dei baci Perugina.
Napoli, TEATRO NUOVO 19 ottobre 2007
La recensione di Gianmarco Cesario
È davvero difficile esprimere con parole che non appaiano svuotate di significato quello che suscita la visione di uno spettacolo apparentemente semplice come questo diretto dal regista Francesco Saponaro.
Il linguaggio quotidiano, banale, appiattito dall’ignoranza bieca in cui vivono Lali e Carlo, due dei tre protagonisti della piece, nasconde una storia atroce, destabilizzante, che , proprio grazie alla iperrealistica scelta registica, assecondata in maniera sublime dagli interpreti, rende difficile a chi scrive il compito di restituire al lettore il tumultuoso e spiazzante senso di tragedia che invece si respira nel veder sorridere, cantare, mangiare chees burger e cioccolatini questi miserabili che nemmeno la penna di Victor Hugo avrebbe osato concepire così senza speranza.
Lali, giovane prostituta, Carlo, suo compagno semi analfabeta e smidollato magnaccia, e soprattutto Davide, l’apparente ancora di salvezza della ragazza, che alla fine si rivela sua definitiva e subdola zavorra, vivono nell’incoscienza del loro doloroso vivere, si illudono vicendevolmente di essere, o almeno di sembrare, “normali”.
Ma forse, in questo mondo in cui il cibo, l’amore, il sesso ed anche la cultura, sono prodotti da fast food, loro normali lo sono davvero.
Forse in loro noi vediamo noi stessi, solo in parte deformati.
Forse la loro vita non è così lontana da quella di un qualsiasi borghese benpensante, o di un intellettuale political correct.
Forse il mondo va proprio lì, dove loro sono già arrivati, al capolinea della dignità.
Forse per questo le parole non escono.
Forse hanno paura di uscire.
Tutto ciò è “Chiove” che Enrico Ianniello, autore anche di questa bellissima traduzione in napoletano del testo “PLOU A BARCELONA” del giovanissimo autore spagnolo Pau Mirò, interpreta nel ruolo di Davide.
Con lui in scena Giovanni Ludeno, che nel ruolo del pappone Carlo offre un ulteriore saggio della sua innegabile bravura, pur apparendo forse il più artefatto tra i tre interpreti, tra i quali spicca una eccellente Chiara Baffi, in un ruolo che, nella sua carriera ancora in piena crescita, le offre la grande occasione di dimostrare il suo eccezionale talento.
Con Lali la Baffi riesce a commuovere senza l’utilizzo di scene madri, a divertire senza battute comiche, ad essere vera come solo la grande Anna Magnani avrebbe saputo esserlo.
Un grande spettacolo è “Chiove”, in cui la regia riesce a mettere da parte virtuosismi fini a se stessi per focalizzare l’attenzione sugli attori, con la loro recitazione naturalistica e postmoderna, che non concede sconti alla poesia, nemmeno quella dei baci Perugina.
Napoli, TEATRO NUOVO 19 ottobre 2007



pescedaprile- Donna




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Re: Festival del Cinema Gay/Lesbico Milano
beh!! Allora tocca proprio vederlo! 

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Re: Festival del Cinema Gay/Lesbico Milano
angietode ha scritto:beh!! Allora tocca proprio vederlo!
eh boh... sto cercando altre recensioni, tipo sul corriere o che ma non ne trovo
che famo? rischiamo?



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Re: Festival del Cinema Gay/Lesbico Milano
una cosa giusta da fare sarebbe quella di fare la prova crociata: trovare altre recensioni del tizio ma su un qualcosa che noi già conosciamo e su cui poter giudicare l'operato e i gusti del recensore! 
ma avemo tempo fino al 22...

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