Inland Empire
Pagina 1 su1•
Inland Empire
Dunque.
Da dove comincio?
Ieri sera finalmente ho visto, diciamo guardato Inland Empire.
Se Mulholland Drive mi aveva creato notevoli complessi d'inferiorità e di inadeguatezza intellettuale, Inland Empire è stato il colpo di grazia.
Al termine del film oscillo fra 2 pareri:
1-sono davvero necessarie 3 ore?
2-E' davveri necessario capirci qualcosa?
Amo David Lynch, l'ho amato in mulholland drive + che negli altri film, tuttavia mi chiedo se con Inland Empire non si sia lasciato prendere un po' troppo la mano. Un mio maestro afferma (e non gli si può dare torto) che un film lo fai x gli altri e non x te stesso, è necessario pertanto fornire un minimo di spiegazione.
Ma sono anche convinta che non si possa fare solo film didascalici e lineari, alle volte ci sono film visionari e destabilizzanti che danno molto + di qualsiasi storia ben raccontata.
Ora come ora credo che forse non sia necessario tentare di spiegare troppo Inland Empire, la sua forza è nella capacità di inquietarci con null'altro che il quotidiano che sviscerato della sua anima diventa un assurdo vuoto, estraneo e senza senso. Una scena normale recitata da conigli, come i rinosceronti di Ionesco, come i dialoghi alla fine del mondo di Beckett, niente è + umano.
Visione, strati del reale e dell'irreale, il sogno e l'illusione dei mondi possibili che si sovrappongono, fino a scardinare ogni certezza. In quale mondo vive? Cosa stiamo guardando adesso? Dove siamo? Tutto è straniante, straniato, disorientante, disorientato.
Le scene finali quando crediamo di avere in pugno la certezza, di star guardando la vita alla fine si aprono x farci vedere che siamo nel film, nella finzione dentro la finzione, proprio quando le riprese del film nel film ci sembravano ormai archiviate.
La morte che non è morte, l'attrice che ricomincia ormai xsa a cercare qualcosa. Una spettatrice che guarda. Ad un certo punto Nikki esce dal film, le si avvicina e la bacia (fra l'altro io mi sn guardata 12 volte jurassic park innamorata di Laura Dern e non è successo niente..tsk!), poi torna sua marito, suo figlio, una vita normale, il cerchio da un'altra spinta e ricomincia tutto, adesso siamo di nuovo all'inizio.
"E' quasi ieri ma potrebbe essere domani"
Allora era solo una proiezione? Nel salotto c'è anche Laura Harris, la mora di Mulholland drive, questo film diventa quasi una somma.
E' un susseguirsi di visioni + o - effettate (è stato il primo film in digitale di Lynch), che rimarranno impresse come foto in noi. Cartoline dell'inquietudine.
E' necessario dipanarlo scena x scena?
Sono necessarie 3 ore x rendere lo straniamento?
Ditemi come la pensate.
Da dove comincio?
Ieri sera finalmente ho visto, diciamo guardato Inland Empire.
Se Mulholland Drive mi aveva creato notevoli complessi d'inferiorità e di inadeguatezza intellettuale, Inland Empire è stato il colpo di grazia.
Al termine del film oscillo fra 2 pareri:
1-sono davvero necessarie 3 ore?
2-E' davveri necessario capirci qualcosa?
Amo David Lynch, l'ho amato in mulholland drive + che negli altri film, tuttavia mi chiedo se con Inland Empire non si sia lasciato prendere un po' troppo la mano. Un mio maestro afferma (e non gli si può dare torto) che un film lo fai x gli altri e non x te stesso, è necessario pertanto fornire un minimo di spiegazione.
Ma sono anche convinta che non si possa fare solo film didascalici e lineari, alle volte ci sono film visionari e destabilizzanti che danno molto + di qualsiasi storia ben raccontata.
Ora come ora credo che forse non sia necessario tentare di spiegare troppo Inland Empire, la sua forza è nella capacità di inquietarci con null'altro che il quotidiano che sviscerato della sua anima diventa un assurdo vuoto, estraneo e senza senso. Una scena normale recitata da conigli, come i rinosceronti di Ionesco, come i dialoghi alla fine del mondo di Beckett, niente è + umano.
Visione, strati del reale e dell'irreale, il sogno e l'illusione dei mondi possibili che si sovrappongono, fino a scardinare ogni certezza. In quale mondo vive? Cosa stiamo guardando adesso? Dove siamo? Tutto è straniante, straniato, disorientante, disorientato.
Le scene finali quando crediamo di avere in pugno la certezza, di star guardando la vita alla fine si aprono x farci vedere che siamo nel film, nella finzione dentro la finzione, proprio quando le riprese del film nel film ci sembravano ormai archiviate.
La morte che non è morte, l'attrice che ricomincia ormai xsa a cercare qualcosa. Una spettatrice che guarda. Ad un certo punto Nikki esce dal film, le si avvicina e la bacia (fra l'altro io mi sn guardata 12 volte jurassic park innamorata di Laura Dern e non è successo niente..tsk!), poi torna sua marito, suo figlio, una vita normale, il cerchio da un'altra spinta e ricomincia tutto, adesso siamo di nuovo all'inizio.
"E' quasi ieri ma potrebbe essere domani"
Allora era solo una proiezione? Nel salotto c'è anche Laura Harris, la mora di Mulholland drive, questo film diventa quasi una somma.
E' un susseguirsi di visioni + o - effettate (è stato il primo film in digitale di Lynch), che rimarranno impresse come foto in noi. Cartoline dell'inquietudine.
E' necessario dipanarlo scena x scena?
Sono necessarie 3 ore x rendere lo straniamento?
Ditemi come la pensate.
"L'anima che è in me di colpo esplode, accade.." [Zero]
ho vespivato D'AVIA


ho vespivato D'AVIA


Re: Inland Empire
.
Bel topic, Norma ! (grazie)
Sai che adoro Lynch.
La tua, è la medesima impressione che ho avuto io, dopo la prima visione: la lunghezza del film, mette a dura prova anche le anime più devote: parossismo lynchiano allo stato puro (a mio avviso, voluto e perpetrato) fin dall'inizio: il perdersi nell'aspetto temporale, non concede una visione globalmente continua dell'aspetto spaziale e viceversa, e questo è il "cubo di rubik" dei suoi film.
Se nelle altre sue opere, l'incastro spazio-temporale è spesso difficoltoso, in INLAND EMPIRE, è quasi impossibile (se non a piccoli tratti), e i colpi di scena destabilizzano il percorso mentale, operato fino a quel momento.
Trovo che questo capolavoro sia il più macchiavellico: un po' come se INLAND EMPIRE fosse, il punto di convergenza degli altri suoi film, come se in esso confluissero, gli apici di astrazione più forte (teatri che si aprono su interni domestici di due realtà diverse) e gli apici di estrazione più folle (famiglia di conigli, donna che guarda la vita attraverso un televisore, racconti di situazioni vissute nell'ufficio di un estraneo).
Una specie di stadio avanzato oltre il già evoluto discernimento fotogrammetrico e allocazione dello stesso, che siamo consueti fare; il bello, per me, sta proprio in questo punto: i film di Lynch, non terminano con i ringraziamenti finali, ma continuano ad arrovellare il cervello, fino a quando non si giunga ad un apparente stato di quiete mentale, nel quale si trovi un altrettanto apparente, sistema di equazioni da approntare, per ricavarci le incognite. Una specie di "film oltre il film".
(Mulholland Drive è perfetto; INLAND EMPIRE è il suo futuro anteriore)
- Piccola impopolare considerazione: -
Paradossalmente, per la continuità dell'appassionarsi, nel tempo, a creare facciate composte da quadratini dello stesso colore, (anche dopo la proiezione), per chi veda i Lynchmovies al cinema, il prezzo del biglietto, è decisamente contenuto: il risolvibile mordi&fuggi, in due ore, di altri film, è a parità di costo, l'irrisolto [(irrisolvibile?) ma bello da risolvere!] in due settimane (forse) dei suoi film.
{Vedo Lynch come il vero surrealista di questi tempi}.
Mirtillo
Bel topic, Norma ! (grazie)
Sai che adoro Lynch.
La tua, è la medesima impressione che ho avuto io, dopo la prima visione: la lunghezza del film, mette a dura prova anche le anime più devote: parossismo lynchiano allo stato puro (a mio avviso, voluto e perpetrato) fin dall'inizio: il perdersi nell'aspetto temporale, non concede una visione globalmente continua dell'aspetto spaziale e viceversa, e questo è il "cubo di rubik" dei suoi film.
Se nelle altre sue opere, l'incastro spazio-temporale è spesso difficoltoso, in INLAND EMPIRE, è quasi impossibile (se non a piccoli tratti), e i colpi di scena destabilizzano il percorso mentale, operato fino a quel momento.
Trovo che questo capolavoro sia il più macchiavellico: un po' come se INLAND EMPIRE fosse, il punto di convergenza degli altri suoi film, come se in esso confluissero, gli apici di astrazione più forte (teatri che si aprono su interni domestici di due realtà diverse) e gli apici di estrazione più folle (famiglia di conigli, donna che guarda la vita attraverso un televisore, racconti di situazioni vissute nell'ufficio di un estraneo).
Una specie di stadio avanzato oltre il già evoluto discernimento fotogrammetrico e allocazione dello stesso, che siamo consueti fare; il bello, per me, sta proprio in questo punto: i film di Lynch, non terminano con i ringraziamenti finali, ma continuano ad arrovellare il cervello, fino a quando non si giunga ad un apparente stato di quiete mentale, nel quale si trovi un altrettanto apparente, sistema di equazioni da approntare, per ricavarci le incognite. Una specie di "film oltre il film".
(Mulholland Drive è perfetto; INLAND EMPIRE è il suo futuro anteriore)
- Piccola impopolare considerazione: -
Paradossalmente, per la continuità dell'appassionarsi, nel tempo, a creare facciate composte da quadratini dello stesso colore, (anche dopo la proiezione), per chi veda i Lynchmovies al cinema, il prezzo del biglietto, è decisamente contenuto: il risolvibile mordi&fuggi, in due ore, di altri film, è a parità di costo, l'irrisolto [(irrisolvibile?) ma bello da risolvere!] in due settimane (forse) dei suoi film.
{Vedo Lynch come il vero surrealista di questi tempi}.
Mirtillo
Re: Inland Empire
esattamente!
grazie mirtillo x il tuo intervento (ora posso anche posare la treccani), è un piacere vedere che in questa zona non si parla solo di l-word.
punto polemica finita.
Dunque.
Anche a me l'unica cosa che mi ha lasciato interdetta è stato appunto l'autocompiacimento, ho colto quasi una volontà recondita di far notare l'onniscienza narrativa, ma questo non sarebbe un male, il male è xò l'esserne consapevole. E' un po' gigioneggiante in questo, come se sapesse di potersi concedere tutto. I conigli antropomorfi sono geniali (anche se forse già rivisti in donnie darko?), così il buco nella veste di seta, il metacinema, l'intrecciarsi e l'ingarbugliarsi dei livelli di coscienza, di narrazione, di tempo e di luogo, ma è davvero puro sfogo creativo senza volontà di suxbia?
Complessivamente mi è piaciuto Inland Empire proprio x ciò che hai notato te, il xdurare nella mente e nella coscienza, fra l'altro una coscienza che arriva dopo le 3 ore di visione, a mio parere nelle 3 ore c'è solo un appagamento visivo. E' come se Lynch scindesse la comprensione e la visione, la trama dalla messa in quadro.
Tutto sommato xò probabilmente preferisco Mulholland Drive, è una provocazione allo spettatore, una sfida, un gioco, un ribaltamento, e un uso del punto di vista che non avevo mai trovato. Inland Empire è forse un po' troppo giocato, troppo abusato, seppure certo resta cmq un ottimo film, uno dei migliori di lynch stesso.
E' sorprendente che lo stesso regista sia passato dalla linearità totale di "una storia vera" (del resto il titolo non è mica a caso..) alla sovrapposizione visiva e extradiegetica (uso di parolone a sproposito) di inland empire.
grazie mirtillo x il tuo intervento (ora posso anche posare la treccani), è un piacere vedere che in questa zona non si parla solo di l-word.
punto polemica finita.
Dunque.
Anche a me l'unica cosa che mi ha lasciato interdetta è stato appunto l'autocompiacimento, ho colto quasi una volontà recondita di far notare l'onniscienza narrativa, ma questo non sarebbe un male, il male è xò l'esserne consapevole. E' un po' gigioneggiante in questo, come se sapesse di potersi concedere tutto. I conigli antropomorfi sono geniali (anche se forse già rivisti in donnie darko?), così il buco nella veste di seta, il metacinema, l'intrecciarsi e l'ingarbugliarsi dei livelli di coscienza, di narrazione, di tempo e di luogo, ma è davvero puro sfogo creativo senza volontà di suxbia?
Complessivamente mi è piaciuto Inland Empire proprio x ciò che hai notato te, il xdurare nella mente e nella coscienza, fra l'altro una coscienza che arriva dopo le 3 ore di visione, a mio parere nelle 3 ore c'è solo un appagamento visivo. E' come se Lynch scindesse la comprensione e la visione, la trama dalla messa in quadro.
Tutto sommato xò probabilmente preferisco Mulholland Drive, è una provocazione allo spettatore, una sfida, un gioco, un ribaltamento, e un uso del punto di vista che non avevo mai trovato. Inland Empire è forse un po' troppo giocato, troppo abusato, seppure certo resta cmq un ottimo film, uno dei migliori di lynch stesso.
E' sorprendente che lo stesso regista sia passato dalla linearità totale di "una storia vera" (del resto il titolo non è mica a caso..) alla sovrapposizione visiva e extradiegetica (uso di parolone a sproposito) di inland empire.
"L'anima che è in me di colpo esplode, accade.." [Zero]
ho vespivato D'AVIA


ho vespivato D'AVIA





Calendario









